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Cuor di castagna. Come usarla in cucina
Katia Brentani

Cuor di castagna. Come usarla in cucina Prezzo del libro 9,00
Cuor di castagna. Come usarla in cucina Oppure scaricalo da

La castagna, il pane dei poveri.
Un frutto che ha segnato la vita di milioni di persone.
Ricette, metodi di conservazione, tradizioni e curiosità intorno alla castagna e ai marroni.
Dagli antipasti alle zuppe, ai secondi piatti con il pesce, ai dolci.
La castagna non smetterà mai di sorprenderci!

Tutte le ricette sono state provate direttamente dall’Autrice! Oltre cento ricette!

Primo capitolo

Introduzione
 
 “Il castagno, nome scientifico castanea sativa, è un albero caducifoglio, con fusto eretto, foglie seghettate ai margini, di un verde intenso che fiorisce di norma da giugno a luglio. I fiori sono unisessuali e dalla loro infiorescenza evolvono le cupole spinose, dette ricci, al cui interno sono contenuti i frutti commestibili: le castagne”.
Questa è la scheda tecnica del castagno che, per molti di noi, frequentatori abituali dell’Appennino, è legato al ricordo di lunghe passeggiate nei boschi.
Sull’Appennino i boschi di castagni, nei mesi autunnali, regalano forti emozioni rivestendosi dei caldi colori tipici di questo periodo. Il tappeto di foglie giallo oro illumina il nostro cammino, mischiandosi al rosso bruno del ciliegio selvatico e al verde delle conifere creando un paesaggio suggestivo.
Se oggi rimaniamo ammaliati dai castagni dal punto di vista paesaggistico, per lungo tempo, soprattutto per le popolazioni montane, essi hanno rappresentato la principale fonte di sostentamento, la differenza fra la vita e la morte.
Per questo il castagno veniva chiamato “l’albero del pane” e la castagna “il pane dei poveri”.
Nel Medioevo le castagne e i marroni, oltre che alimento di vita, erano preziose merci di scambio che arrivavano fino a Parigi e al Cairo.
Il castagno non forniva solo i frutti, ma anche legname da costruire e legna da ardere.
La diminuzione dei boschi di castagni nel corso degli anni è legata a varie cause: i danni provocati da due parassiti fungini (cancro della corteccia e mal dell’inchiostro), lo spopolamento a partire dagli anni venti e, in modo consistente, dopo la seconda guerra mondiale verso i centri urbani.
Oggi si è compresa l’importanza di tutelare il patrimonio storico e paesaggistico del castagno e si è iniziato a parlare di “civiltà del castagno” per conservare la tradizione e la memoria di una popolazione che deve la sua vita a questo generoso albero e ai suoi frutti: la castagna e il marrone. Alimenti  versatili, che la fantasia popolare ha sfruttato appieno realizzando pietanze semplici e gustose.
 
Questo libro,  oltre a raccogliere  le ricette che fanno parte della nostra tradizione, offre la possibilità di provare ricette dove la castagna viene accostata ad altri alimenti, all’apparenza insoliti, dall’antipasto al dolce e non solo. I frutti dell’albero del pane sono generosi e si possono trasformare in bevande, liquori o squisiti sorbetti. E mentre vi divertirete a provare le ricette scoprirete leggende, curiosità e opere celebri dedicate all’albero del pane e ai suoi preziosi frutti.
Vi propongo anche un tuffo nel passato con la sezione Amarcord dove sono raccolte le usanze e le ricette dei nostri nonni e bisnonni che hanno legato la vita, e la loro sopravvivenza, al castagno e ai suoi frutti.

Anno pubblicazione

2014 (NUOVA EDIZIONE)

Pagine

128

Formato

14x20 cm

ISBN

978-88-95412-71-9

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