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Facciamoci una pera! Il frutto più duttile in cucina. Storia, curiosità e ricette.
Manuela Fiorini

Facciamoci una pera! Il frutto più duttile in cucina. Storia, curiosità e ricette. Prezzo del libro 9,00
Facciamoci una pera! Il frutto più duttile in cucina. Storia, curiosità e ricette. Oppure scaricalo da

Siete a dieta? Fatevi una pera!
Siete sportivi? Fatevi una pera!
Soffrite di stipsi?
La soluzione è sempre quella: fatevi una pera!
Se vi siete chiesti qual è quel dolce che fa ingrassare poco, la risposta, è una sola: quello con la pera!
In cucina la si può usare dagli antipasti al dolce, fa bene, ricca di vitamina C, antitumorale, con le sue forme invitanti e sensuali... è pure bella.
Se Eva avesse offerto una pera ad Adamo saremmo tutti in paradiso.

Contiene il racconto originale "La battaglia decisiva" e più di cento ricette!

Primo capitolo

Introduzione
 
Si fa presto a dire “pera”! Perché di pera non ce ne è una sola, ma infinite varietà. Quelle censite sono circa 5000, coltivate e sfruttate per l’alimentazione e la produzione di derivati, come succhi, marmellate, composte, liquori ecc.
 
La pera, con la sua forma inconfondibile e femminile, divenuta, addirittura proverbiale, è uno degli alberi più diffusi al mondo. Appartenente al genere delle pomacee, è il frutto delle piante di genere Pyrus, la cui specie più diffusa è Pyrus communis. Ricca di zuccheri semplici, acqua e potassio, la pera è estremamente digeribile, adatta a diete iposodiche. È persino il primo frutto, insieme alla mela, alla quale assomiglia per proprietà organolettiche e nutrizionale, ad essere introdotta nell’alimentazione dei bambini durante lo svezzamento.
La raccolta delle pere, in genere, inizia alla fine del mese di luglio. I frutti vengono, poi, conservati anche per diversi mesi in regime freddo, in modo da renderli disponibili per il consumo durante tutto l’anno.
 
Alimento base della dieta dei contadini, in passato la pera ha ispirato una serie di “leggende”, proverbi e associazioni diffuse in tutta Italia.
Attorno all’anno Mille, per esempio, gli intellettuali salernitani sostenevano che il consumo di pere fosse addirittura nocivo, poiché questi frutti, probabilmente per la loro forma, che ricordava quella delle lacrime, sarebbero stati portatori di tristezza e malinconia. Fortunatamente, nei secoli successivi, la pera è stata rivalutata. Le sue caratteristiche sono state persino esaltate nel 1600 come in grado di curare i bruciori di stomaco e scacciare i parassiti intestinali.
 
Diffusissimi anche i detti e le similitudini legati al frutto ed alla sua forma allungata, non perfetta se paragonata, per esempio, a quella della mela e di altri frutti, che, al contrario, richiamavano le rotondità del sole e della luna. Chi ha la forma del capo allungata, si sente spesso dire che ha la testa a pera, mentre grattarsi la pera, è sinonimo di grattarsi il capo per trovare la soluzione ad un quesito particolarmente ostico. Un improvviso calo di pressione o un mancamento possono far cadere come una pera, mentre un improvviso colpo di fulmine può fare innamorare come una pera cotta. Nel dialetto siciliano, con il termine dari pira si intende menare le mani, mentre sono divenute verità universali detti contadini come dopo le pere bisogna bere e al fico l’acqua, alla pera il vino. Rimane, invece, nell’incertezza il motivo per cui al contadino non si debba far sapere quanto è buono il formaggio con le pere. Probabilmente, si trattata di un’abbinata molto gustosa, ma i più poveri potevano permettersi solo le pere, essendo il formaggio piuttosto costoso.

Anno pubblicazione

2014 (NUOVA EDIZIONE)

Pagine

128

Formato

14x20 cm

ISBN

978-88-95412-77-1

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