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Le scelte di Erica
Mariel Sandrolini

Una storia vera ambientata nell’Italia appena uscita dalla guerra. Dall’Appennino bolognese alle spiagge assolate della Puglia seguendo il cammino di Erica, sempre dettato dalla passione, dal desiderio di ribellarsi alle convenzioni senza mai tradire i propri sentimenti e non dimenticando mai le proprie radici. Erica desidera fare cose che alle donne dell’epoca erano proibite: andare a cavallo, guidare la macchina, studiare e fare da sola le scelte di vita. Poi l’incontro col suo grande amore… e la fuga nel profondo Sud. La bionda “femmina del Nord”, come veniva chiamata in Puglia,sua terra di adozione e di elezione, in cui scelse di stabilirsi per seguire l’amore di tutta una vita, e dove è riuscita a mediare due matrici diverse, e costruire un ingente patrimonio economico pur essendo di umile provenienza. La vita è un romanzo, la vita delle donne ancora di più.

Primo capitolo

Capitolo 1


«In paradiso ti accompagnino gli angeli, al tuo arrivo ti accolgano i martiri, ti conducano nella Santa Gerusalemme. Ti accolga il coro degli angeli e con Lazzaro, povero in terra, tu possa godere il riposo eterno nei cieli».
La voce ferma e pacata di don Graziano risuonava tra le navate della piccola chiesa di Cagnano Varano.
Le persone che presenziavano alla mesta cerimonia erano molto più interessate a guardare il sole che, filtrando dalle vetrate, spandeva riflessi multicolori, come fossero cristalli di Boemia luccicanti esposti nella vetrina di un gioielliere. Tra quei giochi di luce, anche i vestiti neri delle poche donne presenti avevano un aspetto meno lugubre.
Inginocchiati alla destra del feretro, un ragazzo e una coppia di coniugi parevano gli unici congiunti. Rispetto ad altri riti funebri c’erano poche persone e poco interessate. Solo l’omelia di don Graziano aveva riassunto i passi più significativi dell’esistenza della defunta.
«Raccomandiamo a Dio l’anima della nostra sorella Erica, l’accolga nella gioia dei cieli e le doni la pace eterna, poiché su questa terra tante sono state le sue pene e le sue sofferenze».
Dopo aver benedetto il feretro, si compose una piccola processione per accompagnarla al camposanto per la sepoltura. In testa don Graziano, i chierici, il feretro e dietro i congiunti e i pochi intervenuti.
I rintocchi del suono delle campane a morto seguivano i loro passi, intercalati dalle preghiere: «Dona a lei o Signore, la luce perpetua e riposi in pace».
Attraversarono la piazza del paese, deserta per quell’ora. I negozi erano chiusi in segno di lutto e di rispetto. Ma dietro le persiane socchiuse, tanti occhi seguivano l’ultimo viaggio della donna venuta dal Nord, moglie del defunto don Calogero. Per espressa volontà dell’estinta, il suo corpo fu messo nella nuda terra. In quella terra con la quale riuscì a creare un forte legame di appartenenza, anche se non vi era nata.
Sessant’anni vi aveva vissuto Erica, da quando arrivò giovanissima con Calogero, originario delle Puglie, scoprendo paesi, luoghi, usi e costumi molto diversi dai suoi. Aveva lasciato la sua famiglia, i suoi fratelli, le grandi distese di vallate e di boschi del ridente borgo di Villa di Castel d’Aiano, nell’Appennino emiliano. L’incontro con quel giovane, la sua bellezza bruna, dai marcati lineamenti mediterranei, lo sguardo maliardo e spavaldo insieme, attraverso cui brillavano occhi vivaci e intelligenti, il viso energico incorniciato da ricci capelli neri, l’avevano colpita. Il turbamento che provò fece breccia nel suo cuore e lì Cupido scoccò la sua freccia. Calogero, a Villa di Castel d’Aiano prestava servizio nell’Arma dei Carabinieri. Orfano d’entrambi i genitori, era stato allevato dai nonni, che avevano una masseria nel promontorio del Gargano, nella piana del lago di Varano. Una terra che conserva uno speciale fascino, ricca di contrasti. L’azzurro del mare, il bianco delle città, dei borghi, il fruscio dei canneti ai bordi delle paludi, il profumo pungente della macchia mediterranea. I suoi ulivi millenari, il sapore dell’olio, del vino, del pane, le sue spiagge dorate. Una terra che sa anche essere arida, baciata e bruciata dal sole.
Era da poco finita la Seconda guerra mondiale e l’Italia del dopoguerra non offriva ancora grosse opportunità lavorative. L’Arma rappresentava per molti giovani una possibilità di sopravvivenza e molti ragazzi del Sud scelsero di indossare la divisa e, tra questi, anche Calogero.

Anno pubblicazione

2014

Pagine

300

Formato

14x20 cm

ISBN

9788868101879

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