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Lettere di corsa. Bruno Solmi, l’uomo che girava il mondo in Ferrari
Enrico Solmi

Lettere di corsa. Bruno Solmi, l’uomo che girava il mondo in Ferrari Prezzo del libro 14,00
Lettere di corsa. Bruno Solmi, l’uomo che girava il mondo in Ferrari Oppure scaricalo da

Dal 1953 al 1971 il racconto dell’ascesa e della fortuna del marchio italiano, famoso
in tutto il mondo, attraverso gli occhi di uno dei primi meccanici della prestigiosa scuderia.
Le parole di un uomo lontano dalla propria famiglia, diviso fra passione per la Ferrari e amore per i suoi cari. La nostalgia di un marito e di un padre e l’orgoglio per il suo grande sogno ritornano nelle pagine di Lettere di Corsa per ricordarci com’era la vita in un tempo in cui internet e i cellulari non esistevano e le distanze sembravano incolmabili.
Fra le righe il tempo rallenta e gli spazi si dilatano, mentre Enrico ci restituisce l’immagine di Bruno, suo padre, attraverso le missive e le foto dell’epoca. Enrico Solmi, Lettere di Corsa – Bruno Solmi: l'uomo che girava il mondo in Ferrari, una rispettosa e delicata raccolta delle lettere inviate alla propria famiglia dal padre Bruno durante i lunghi viaggi al seguito della Ferrari.

Primo capitolo

Prefazione

Di corsa in corsa e sempre di corsa.
Per vent’anni mio padre ha seguito le corse della Ferrari, sia in formula uno che nelle altre categorie. Era nella prima squadra corse come cambista. Poverissimo, ma assetato di sapere, era riuscito a frequentare la quinta elementare, che per quegli anni, date le sue umili origini, era già tanto. (Suo padre, mio nonno, era un ciabattino, uno scarpolino, un scarpulein, come si diceva da noi). Fu assunto da Ferrari da ragazzino durante la guerra, nel 1943 (aveva 16 anni), quando la allora Auto Avio Costruzioni si trasferì a Maranello. Frequentò una scuola professionale, embrione dell’Istituto Ferrari, e si specializzò. Nel 1945 era fuggito da un rastrellamento, una storia che mi era stata raccontata molte volte. Un sergente, di origini polacche e cattolico, si era impietosito vedendo mia nonna in ginocchio pregare con il crocifisso in mano, e aveva tenuto in disparte mio padre facendolo fuggire. Chissà che fine avrà fatto quel soldato? Perché è a lui che debbo la mia vita. Una delle numerose storie di quella guerra terribile. Dopo essersi rifugiato sui monti unendosi alle brigate partigiane, era tornato a lavorare con Ferrari nel dopoguerra per iniziare la sua carriera di meccanico da corsa. In questo libro sono raccolte tutte le lettere che lui scriveva dalle città in cui si svolgevano le gare. Sempre in giro per il mondo, lontano dalla famiglia con cui rimaneva in contatto solo grazie alle lettere che scriveva, lettere che erano vive qui, fra le mie mani, lettere piene di sogni, di speranze, di umanità, di fatica, di passione.
Sono scritti dove si mescolano gli avvenimenti sportivi con i sentimenti familiari, la nostalgia di casa con la grande passione per le corse, in una sorta di grande affresco che descrive bene la vita di questi uomini umili, fortemente legati alla loro terra. La lettera era l’unico mezzo di contatto che mio padre aveva. In famiglia non possedevano telefono, in pochi lo possedevano in quegli anni. Confrontare l’ansia e l’aspettativa dell’arrivo della lettera, che certo veloce non era, con i mezzi di comunicazione di adesso, fa un po’ tenerezza. Ma ci dà anche la dimensione, eroica e romantica, di questi uomini e di questa professione, dura, oscura e non sempre prodiga di soddisfazioni, professione che mio padre amava tantissimo; sono uomini come questi che hanno fatto grande la Ferrari e la Formula Uno. Uomini divisi tra la passione smisurata per il loro lavoro e il grande amore per la casa e la famiglia. Eroi comuni, che con la guerra avevano perso tutto e che avevano una grande voglia di recuperare quello che gli era stato tolto. Da queste lettere emerge la figura di un uomo diviso tra la passione smisurata per il suo lavoro e il grande amore per la casa e la famiglia.
Questo non vuole essere un libro solo sulla Ferrari, già ne sono stati scritti parecchi; vuole essere uno sguardo realmente diverso sul mondo delle corse. La Ferrari e il suo mondo emergono ai margini dei discorsi, incentrati principalmente sul piano umano, affettivo, familiare, lavorativo. Perché gli uomini come mio padre, prima che meccanici sportivi, erano figli, mariti e padri di famiglia, con tutto il carico di gioie e dolori che comportava e comporta. Le lettere parlano soprattutto di una vita di sacrifici, lontano dagli affetti, resa sopportabile dalla grande passione per le corse. In questo libro mi interessa mettere in evidenza l’uomo Bruno Solmi, prima uomo e poi meccanico Ferrari. Il libro è diviso in capitoli, uno per ogni anno, in ordine cronologico secondo la data della lettera. All’inizio di ogni capitolo ho voluto mettere dei riferimenti per inquadrare meglio gli scritti nel loro giusto contesto storico-sportivo.

Anno pubblicazione

2016

Pagine

190

Formato

14x20

ISBN

978-88-6810-290-6

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